62% all’Iniziativa SSR - un chiaro impegno a favore del cinema svizzero

Cinésuisse accoglie con soddisfazione il chiaro NO all’Iniziativa SSR. Con la loro decisione, oggi le elettrici e gli elettori svizzeri si sono espressi a favore del servizio pubblico, della diversità culturale e del cinema svizzero.

Oggi la popolazione svizzera respinge chiaramente l’Iniziativa SSR. Il fatto che la SSR non venga ulteriormente indebolita è una buona notizia per la coesione della Svizzera, poiché investe in tutte le regioni linguistiche e nelle produzioni regionali. Con il NO all’Iniziativa SSR, questo importante legame culturale viene preservato.

«Oggi le elettrici e gli elettori mandano un segnale forte a favore di un servizio pubblico solido, della diversità culturale e del cinema svizzero: film e serie amate in tutte le regioni linguistiche, come Tschugger, Winter Palace, La Linea della Palma e l’ultim rumantsch, non sarebbero mai nati senza la SSR», si rallegra Salome Horber, segretaria generale di Cinésuisse. Con un dimezzamento della SSR, la quota di produzioni acquistate dall’estero sarebbe aumentata in modo significativo, a scapito di serie, film e documentari svizzeri. Voci, dialetti e prospettive del nostro Paese sarebbero spariti sempre di più dai programmi.

Soprattutto per la Romandia, il Ticino e le regioni romanciofone, l’iniziativa avrebbe avuto conseguenze particolarmente pesanti. come sottolinea Erik Bernasconi, regista e presidente del GRSI (gruppo registi e sceneggiatori indipendenti della Svizzera italiana): «È importante poter continuare a esprimere in modo libero l'identità e le storie di tutto il territorio svizzero. Avere un servizio pubblico più debole avrebbe messo a rischio questa libertà.» Anche offerte accessibili come sottotitoli, audiodescrizione o lingua dei segni sarebbero finite sotto pressione e migliaia di posti di lavoro di professioniste e professionisti del settore audiovisivo svizzero sarebbero stati a rischio.

Il servizio pubblico continuerà anche in futuro a essere sotto pressione politica. La società civile e, in particolare, Cinésuisse continueranno a difenderne l’immensa importanza per la coesione della Svizzera.

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